I MURALES
un museo a cielo aperto

Diamante: la città dei nasi all’insù

L’idea dei “Murales” è dovuta al pittore Nani Razzetti, milanese, ma diamantese di adozione, il quale propose al sindaco del tempo, Ing. Evasio Pascale, il progetto di rivitalizzare il centro storico.
L’Operazione Murales, iniziata nel 1981, portò a Diamante, dall’Italia e dall’Estero, ottantatre pittori, che nel mese di giugno iniziarono a dipingere i muri del centro storico, ormai diventati delle grandi tele, facendo rinascere nella gente che vi abita il gusto della conservazione del proprio passato, per un’idea viva, che proietti nel futuro. I Murales sono una delle caratteristiche di Diamante che proiettano la Perla del tirreno al primo posto del circuito delle Città dipinte, associazione di comuni promossa dall’APT di Varese.
Passeggiando tra i vicoli e le strade del centro storico del paese e della frazione di Cirella è possibile scorgere queste opere d’arte sulle mura delle case. Molto suggestivo è il Murales a mosaico, dei coniugi Michele ed Angiolina Sposito di Ferrara, sito in via Alfieri, sulla parete esterna della Chiesa Madre, che racconta l’antica storia della Calabria dal ritrovamento del graffito del “Toro di Papasidero” fino all’odierna civiltà di contadini e pescatori.

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